L’avvocato matura le sue competenze in funzione dell’attività che svolge in concreto.
Le competenze vengono calcolate sulla base del D.M. 127/04 che ha lievemente modificato le precedenti previsioni normative.
Materia civile - giudiziale
Per comprendere al meglio il sistema di calcolo delle competenze si deve far ricorso alla distinzione – oramai venuta meno – tra avvocato e procuratore legale; a grandi linee si potrebbe definire sotto questo aspetto “l’avvocato” come la figura che contribuiva alla causa con il proprio bagaglio intellettivo mentre al procuratore spettava l’espletamento dell’attività, per così dire “matriale”.
Un esempio in concreto potrà rendere più facile il ragionamento; il deposito di una memoria comprende come attività intellettuale: prendere esame della memoria avversaria, studiare i documenti, elaborare la memoria di risposta.
Dal punto di vista materiale il deposito di una memoria comprende: recarsi in cancelleria, chiedere le copie della memoria avversaria e dei documenti, scrivere la memoria di risposta (atto materiale dello scrivere), tornare in Tribunale, depositare la memoria.
La singola attività così viene scomposta in singole voci che prevedono un autonomo compenso: per le attività intellettive il decreto ministeriale prevede la maturazione di “onorari” – previsti nel minimo e nel massimo - per quelle materiali “diritti” previsti in cifra fissa.
Diritti e onorari cambiano poi in relazione al valore della controversia e in funzione della competenza.
Così recarsi in tribunale per depositare un atto che riguarda una controversia del valore di € 26.000,00 in termini di diritti varrà € 19,00 mentre per una causa di valore € 600,00 varrà € 6,00. Allo stesso modo in termini di onorario (attività intellettuale) assistere a una udienza in una controversia di valore 26.000,00 varrà da un minimo di € 40,00 e un massimo di € 165,00 mentre assistere a una udienza in una controversia di valore 600,00 varrà da un minimo di € 25,00 e un massimo di € 40,00.
La possibilità di scegliere tra il minimo e il massimo degli onorari è legata alla complessità della controversia e/o all’accordo tra le parti (in tal senso è utile chiedere al proprio legale di fiducia di accordarsi prima dell'incarico sui parametri della parcella).
La tabella dettata dal Decreto Ministeriale poi distingue diverse ipotesi riguardanti il Tar, il processo del lavoro, le Commissioni tributarie ed altri organismi speciali.
Materia penale e stragiudiziale
In materia penale e stragiudiziale la distinzione tra diritti e onorari è venuta meno; il citato decreto ministeriale definisce importi corrispondenti a attività valutate nel loro complesso anche in questo caso con la previsione di minimi e massimi in funzione di complessità e fase procedimentale.
Assistere a una udienza avanti al Giudice di pace vale un importo compreso tra minimo di €30,00 e un massimo €60,00 mente assistere a una udienza avanti a Tribunale in composizione collegiale vale un importo compreso tra €50,00 e € 90,00.
Altre voci
Oltre ai diritti e onorari all’avvocato è riconosciuto il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute nonché un rimborso spese generali pari al 12,5 % calcolato sull’importo complessivo degli onorari.
Inoltre nella parcella troverete addebitate altre spese come il "contributo unificato" che rappresenta la tassa pagata allo Stato per incardinare una causa.
Trattamento tributario
Gli importi così calcolati devono poi essere aumentati del 4% per il contributo alla Cassa Previdenza (cd. cap) e successivamente del 20% per l’iva, eventuale poi la detrazione per la ritenuta d’acconto del 20% nel caso di sostituto d’imposta.
Praticanti abilitati al patrocinio
I praticanti – dottori non ancora avvocati che possono esercitare in virtù dell'anzianità di pratica – hanno diritto ai medesimi importi di onorario ridotti alla metà.
Ultimo aggiornamento (Martedì 09 Febbraio 2010 17:29)



